UN POOL DI RISPOSTE SU ARGOMENTI FISCALI CHIAVE
Se presento una dichiarazione integrativa di successione, posso includervi la richiesta per l’ agevolazione prima casa?
Si, lo afferma l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 66/E del 20/12/2024. Occorre tuttavia rispettare dei limiti temporali: se la dichiarazione di successione è stata presentata, l’emendamento deve essere eseguito entro il termine di possibile notifica da parte dell’Ufficio della maggiore imposta dovuta (ossia 2 anni dal pagamento dell’imposta principale).
in caso di donazione in vita (ad esempio di immobili), gli eredi che alla morte del defunto donante dovranno calcolare l’imposta di successione come dovranno comportarsi?
Il D. Lgs. 139/2024 ha abolito il coacervo nelle successioni: se prima del 2025 i beni donati dovevano essere sommati al rimanente patrimonio del defunto per i dovuti calcoli, dal 2025 gli eredi potranno beneficiare delle franchigie intere, anche se hanno ricevuto delle donazioni quando il contribuente deceduto era in vita.
cosa succede quando si cede un immobile ristrutturato con il superbonus?
Se l’intervento edilizio, al momento della cessione dell’immobile, ha subìto la ristrutturazione da non più di 10 anni , la plusvalenza di cessione deve essere tassata, salvo che l’immobile sia stato ricevuto per successione o costituisca l’abitazione principale.
quali obbligazioni sono esenti dalla tassa di successione?
Non ricadono in linea generale nell’imposta di successione i titoli di Stato (es. BOT, BTP), i titoli dei PIR ed i titoli esteri dell’area europea con la stessa natura dei titoli di Stato italiani.
Come si deve comportare la persona fisica non titolare di Partita IVA circa le plusvalenze da cessioni di immobili ristrutturati con Superbonus?
A tal fine contano la data di cessione dell’immobile ed il modo in cui si beneficia della detrazione. le plusvalenze sorgono in caso di cessione di immobile (non ricevuto per successione né adibito ad abitazione principale) che è stato ristrutturato con Superbonus e viene ceduto entro 10 anni dall’ultimazione dei lavori. La plusvalenza è data dalla differenza tra il corrispettivo incassato per la cessione del bene ed il prezzo di acquisto/costruzione dell’immobile (aumentato dei costi inerenti come spese notarili, imposte indirette, ecc.), con un’avvertenza: se l’immobile ha beneficiato del superbonus al 110% e viene ceduto entro 5 anni dalla fine dei lavori si può immettere nel calcolo solo il prezzo base del bene (non i costi inerenti); i costi inerenti sono invece aggiunti al 50% se tale bene è ceduto entro 10 anni. La plusvalenza sconta, a scelta del contribuente, o l’imposta sostitutiva del 26% o la tassazione ordinaria IRPEF.
Quali sono le principali novità che riguardano la Naspi dal 2025?
La principale novità consiste in una misura per evitare gli abusi da parte di coloro che si dimettono dal proprio posto di lavoro per poi farsi riassumere da un nuovo datore e farsi licenziare dopo poco tempo, percependo il sussidio; adesso infatti questo non è più possibile: chi si dimette e si fa assumere da un nuovo datore di lavoro, per ottenere la Naspi dopo il licenziamento da parte di quest’ultimo deve aver maturato almeno 13 settimane contributive nell’ultima attività lavorativa. Recentemente la Circolare n. 98/2025 dell’INPS ha chiarito che il periodo di 13 settimane deve collocarsi tra la data di risoluzione consensuale/dimissioni dal precedente lavoro a tempo indeterminato, e la data di licenziamento dell’ultimo rapporto di lavoro instaurato (anche a tempo determinato).
Per beneficiare della detrazione edilizia sul rifacimento degli impiantiti delle terrazze devo per forza acquistare le mattonelle con bonifico parlante o posso comperarle in contanti ? E’ NECESSARIO ACQUISTARLE CON BONIFICO PARLANTE.
Se sono proprietario di un immobile “prima casa” (ai fini delle agevolazioni), nel quale ho la residenza e tutte le utenze a me intestate, ma abito in altro immobile, posso beneficiare dell’esenzione IMU in qualità di abitazione principale?
Purtroppo no, affinché si possa parlare di abitazione principale ai fini IMU (con conseguente esenzione), è necessario sia avere la residenza nell’immobile interessato, sia dimorarvi abitualmente, e quindi proprio abitarci; a nulla rileva il fatto che le utenze siano intestate.
Nel 2022 ho presentato la SCIA per alcuni lavori straordinari sul mio immobile (abitazione principale), per un importo di € 85000; adesso, nel 2025, ho presentato una SCIA nuova per un importo di € 30000 sullo stesso immobile. Devo considerare il tutto come un unico intervento sottoposto all’unico tetto di 96000 € ai fini agevolativi?
Dipende dalla tipologia di intervento: il tetto di 96000 € in genere vale per singolo anno solare, e quindi ogni anno si rigenera; se i due lavori sono su parti diverse dell’immobile nel 2025 potrebbe usufruire dei nuovo dell’intero plafond di 96000 €, se invece i due interventi sono collegati tra loro la faccenda è diversa: nel 2025 sarebbe costretto a beneficiare di soli 11000 € di bonus.