UTILE ANTE-IMPOSTE, FISCALE E CIVILISTICO: DIFFERENZE E LEGAMI

UTILE ANTE-IMPOSTE, FISCALE E CIVILISTICO: DIFFERENZE E LEGAMI

Utile ante-imposte, utile civilistico ed utile fiscale sono concetti tra loro collegati, sui quali però non c’è sempre chiarezza; l’abbiamo riscontrato aiutando qualche nostro giovanissimo collega alle prime armi con il suo studio professionale. In questa breve trattazione vogliamo fornire qualche spiegazione e dei tool pratici (per PMI in forma di s.r.l.) che aiutino a determinare, partendo da dati concreti, a quanto ammontano più o meno le tre voci. Non pretendiamo assolutamente di sostituirci alle case software, perché solo i loro programmi possono aiutare gli operatori nel loro lavoro: vogliamo solo dare un aiuto.

Partiamo dalle definizioni, avvalendoci dell’aiuto di fonti ragguardevoli che citiamo in calce alla pagina. Prima di affrontare quelle delle tre voci su citate diamo anche quella, fondamentale, di “reddito”.

Reddito

Il termine “reddito” si riferisce ai guadagni complessivi di un soggetto, che possono derivare da diverse fonti come salari, stipendi, interessi, dividendi, affitti, e altre forme di entrate. Per un’azienda, il reddito rappresenta il totale delle entrate generate dalla vendita di beni o servizi prima della sottrazione dei costi.

Utile Ante Imposte (EBT – Earnings Before Tax)

L’utile ante imposte, noto anche come EBT (Earnings Before Tax), è l’utile netto di un’azienda calcolato prima dell’applicazione delle imposte. È un indicatore importante poiché consente di valutare la redditività operativa dell’azienda senza l’influenza delle diverse politiche fiscali.

Utile Fiscale

L’utile fiscale è l’importo del reddito che un’azienda dichiara per fini fiscali dopo aver considerato tutte le deduzioni e le agevolazioni fiscali. Esso può differire dall’utile civilistico a causa di differenze temporali o permanenti nella contabilità fiscale rispetto a quella civilistica.

Utile Civilistico

L’utile civilistico è l’utile netto risultante dal bilancio redatto secondo i principi contabili nazionali (nel caso dell’Italia, i principi contabili OIC). Esso rappresenta l’importo dell’utile disponibile per la distribuzione agli azionisti, dopo aver sottratto tutti i costi, comprese le imposte sul reddito.

Per passare da una grandezza all’altra si parte innanzitutto dal reddito (che in sostanza coincide con i ricavi totali), si sottraggono dal medesimo i costi (operativi, non operativi, ed interessi passivi) e si arriva all’utile ante imposte: quest’ultimo è l’utile dell’azienda prima dell’applicazione delle imposte. Per ottenere l’utile fiscale, l’utile ante imposte viene modificato per tenere conto delle regole fiscali e delle agevolazioni previste dalla legge. Questo è possibile quando si compila la dichiarazione dei redditi, in cui si gestiscono le cosiddette “riprese fiscali”: le riprese riguardano le differenze temporanee (come ammortamenti diversi tra contabilità civilistica e fiscale) e le differenze permanenti (come spese non deducibili fiscalmente). L’utile fiscale è quindi quello che effettivamente viene tassato. Per le società di capitali, inserendo successivamente le imposte calcolate in bilancio si ottiene l’utile civilistico.

Per visualizzare il collegamento, possiamo immaginare una cascata:

Facciamo un esempio pratico (di nostra produzione).

Un’azienda chiamata “ABC S.r.l.” mostra, per il 2024,  i seguenti dati contabili:

Per calcolare l’Utile Ante Imposte, partiamo dai Ricavi Totali e sottraiamo i Costi Operativi e gli Interessi Passivi: Euro (1.000.000-600.000-50.000) = Euro 350.000 utile ante imposte

Ora, supponiamo che l’azienda abbia diritto a una detrazione fiscale di Euro 30.000 per investimenti in ricerca e sviluppo e che vi sia una differenza temporale dovuta a un ammortamento accelerato di Euro 20.000 riconosciuto fiscalmente. Quindi, partiamo dall’utile ante imposte e apportiamo le rettifiche fiscali:

Utile Fiscale=Euro350.000−Euro30.000−Euro20.000=Euro300.000 Utile fiscale

Ipotizzando un carico fiscale così determinato:

IRES 2024 calcolata sull’utile fiscale: Euro 300.000*24% = Euro 72.000 IRES 2024

IRAP 2024 calcolata sul valore della produzione netta (si ottiene aggiungendo all’utile fiscale gli interessi passivi, che non si deducono ai fini IRAP): Euro 350.000*3,90% = Euro 13.650 IRAP 2024

Utile civilistico = Euro (300.000- 72.000 IRES – 13.650 IRAP) = Euro 214.350 utile civilistico 2024

Con questo nostro contributo concludiamo la nostra trattazione e vi rimandiamo ai tool pratici (IRES ed IRAP), con il consiglio di calcolare prima L’IRAP e poi l’IRES.

Fonti:

  1. Agenzia delle Entrate – Italia
  2. International Accounting Standards Board (IASB)
  3. Organismo Italiano di Contabilità (OIC)

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